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San Lorenzo Isontino

Storia di San Lorenzo Isontino

Note conoscitive di San Lorenzo Isontino

Ubicazione


San Lorenzo Isontino è un Comune in Provincia di Gorizia, situato tra la piana della destra Isonzo e le prime alture del Collio.

Ha una superficie di quasi 4,5 chilometri quadrati e circa 1570 abitanti.

L’insediamento antropico del luogo si è sviluppato nei secoli, attorno al naturale crocevia delle direttrici viarie tra i quattro punti cardinali, come riferimento per i viaggiatori.

Il centro abitato è sorto e si è sviluppato lungo le antiche strade che oggi si indirizzano per Gorizia, per Cormòns, per Gradisca e per Mariano.

Una viabilità centrale per l’alto Isontino, storicamente risalente agli antichi tracciati delle strade romane, dette “Noricum” quella verso Gorizia, “Gemina” (quella verso Gemona, quindi verso nord) e quella “Aquileia – Postumia” (quindi in direzione sud).

San Lorenzo Isontino

Caratteristiche


San Lorenzo è sempre stato identificato come un piccolo comune a vocazione agricola, proprio per la sua conformazione fisica e per la fertilità delle sue terre.

Oggi la vocazione agricola di San Lorenzo Isontino che un tempo era generalizzata e riguardava gran parte delle famiglie storicamente residenti, è rimasta insita nel territorio.

Gli agricoltori di fatto si sono naturalmente ridotti, ma anche qualificati, principalmente attorno alla produzione vinicola di grande qualità.

La maggior parte dei lavoratori San Lorenzini, opera nei settori ormai classici e consueti di tutto l’alto isontino che vanno dall’industria, all’artigianato, al terziario, agli enti pubblici.

In un’area ubicata ad ovest del centro abitato, in una piccola zona artigianale ed industriale, sono insediate alcune ditte e nel centro abitato conservano il loro tradizionale spazio, le attività del commercio paesano al minuto.

Strutture Comunali

Strutture


Il Palazzo della sede municipale sito in Via Boschetto, costruito negli anni ottanta, ospita e contiene tutte le attività comunali, il gruppo della Protezione Civile, l’ambulatorio infermieristico e l’Ufficio postale.

Il vecchio Palazzo Comunale di Via Udine è stato ristrutturato negli anni novanta ed è diventato un centro civico polifunzionale, dove c’è la Biblioteca Comunale, e fanno la propria attività la locale scuola di musica ed altre associazioni volontaristiche.

In Via D’Annunzio è localizzata la Scuola Primaria, mentre la Scuola dell’Infanzia è in Via Tommaseo. Entrambi gli immobili scolastici sono di proprietà comunale ed oltre al fabbricato, dispongono di significative aree esterne di pertinenza.

In Via Udine il Comune è proprietario di un ulteriore fabbricato, un tempo adibito a Scuola di Avviamento femminile, poi a Scuola Media, da anni ormai dismesso dall’uso scolastico; è sede ora di alcune Associazioni di volontariato ed alcuni spazi, sono adibiti a magazzino comunale.

Baita e Campi Sportivi

Luoghi caratteristici e significativi


Nell’ambito del territorio comunale c’è una grande area sportiva in Via Gavinana, dove sono ubicati un campo da baseball ed uno di calcio (con impianto di illuminazione) delle dimensioni regolamentari, due spogliatoi con servizi, due parcheggi capienti, un pattinaggio e varie attrezzature sportive, con un’area alberata adibita a parco pubblico e zona per le attività ricreative in genere.

In periferia, a sud dell’abitato accanto all’area cimiteriale, c’è un campo da tennis di dimensioni regolamentari, all’interno di un’area comunale alberata.

A nord dell’abitato, subito dopo la ferrovia, esiste un altro spazio comunale nel sottobosco vicino al Rio Cristinizza, denominato “Tal ronc”, radura naturalistica con qualche piccola attrezzatura per eventuali ritrovi.

Ancora più a nord, oltre la zona “dei laghetti”, nel punto più alto del Comune, lungo il tragitto dell’Alpe Adria Trial, il cosiddetto “Picòl dal Dàgo”, è dotato di un cannocchiale installato per la pubblica osservazione panoramica del territorio circostante, con un ottima visibilità.

Oltre alla strada ex statale ora regionale 56, c’è la “Baita degli Alpini”, luogo di ritrovo caratteristico, con fabbricato e spazi esterni attrezzati nel verde, costruito e gestito dalla locale sezione ANA.

Storia del Paese

Cenni storici


Le origini della comunità di San Lorenzo, vanno ricercate indietro nel tempo e molti studiosi e storici hanno provato a tracciarne un percorso, con ricerche e pubblicazioni, di certo interessanti e belle, ma nessuna completamente esaustiva, probabilmente a causa della diversità delle gestioni e delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo, lasciando spesso poche tracce in documenti scritti.

Il primo documento certo, risale al 1083, dove la località di San Lorenzo è citata in un’antica pergamena. Successivamente nel 1258, lo stesso nome è riportato in un vecchio contratto di affittanza tra i nobili De Braida di Cormòns ed il Patriarcato di Aquileia.

Poi nel 1381 un documento ritrovato, comprova la presenza della Gastaldia di Mossa e San Lorenzo, alle dirette dipendenze del Patriarcato.

In seguito è accertato che la “Villa” di San Lorenzo si riprendeva la propria autonomia a far data dal 1420, con la caduta del potere temporale della Chiesa.

I veneziani hanno qui di sicuro lottato con il Conte di Gorizia, perché esistono le documentazioni scritte dell’epoca, che certificano il passaggio dei diritti sulle terre comunali da Leonardo (ultimo discendente dei Conti di Gorizia) a Massimiliano d’Austria.

Inoltre qualche traccia scritta certifica ancora che la nostra terra è stata anche feudo dei nobili Torriani. Ma soltanto durante l’impero di Maria Teresa d’Austria, San Lorenzo veniva elevato a ruolo di Comune.

Lo sviluppo edilizio e la proliferazione dei fabbricati residenziali a San Lorenzo, inizia significativamente attorno al 1700.

Infatti documenti e mappe antiche, certificano che nel 1751 in questa località risiedevano 300 persone in 80 case. Subito dopo nel 1752 si ha certezza della costruzione della Chiesa, in parte sulle macerie della vecchia, già provata come preesistente da un documento del 1504.

Ulteriori documenti certificano l’esistenza di San Lorenzo anche nel 1570, nel 1593, in occasione di visite apostoliche delle autorità ecclesiatiche ed anche nelle guerre gradiscane del 1615 – 1618, nel periodo Napoleonico (1797 – 1815) e poi ovviamente nei periodi delle due guerre (1914/1918 e 1940/1945).

Prima Guerra Mondiale

Momenti significativi


Durante la prima guerra mondiale, il territorio di San Lorenzo fu completamente evacuato, perché era stato dichiarato zona di operazione del fronte. La popolazione in gran parte, si spostò in un esodo dalle connotazioni bibliche nel paese di Landegg, nei pressi di Pottendof, alle porte di Vienna, dove fu ospitata fino al termine della guerra.

Nel 1988 si è concretizzato il gemellaggio con il Comune di Pottendorf (Austria), per sancire la fratellanza dei due popoli diventati amici a seguito dell’esodo e della profuganza dei nostri compaesani.

L’intero paese fu bombardato e danneggiato; soltanto il campanile costruito nel 1897 e ancora simbolo attuale della comunità, resistette alle cannonate.

Nel 1918 tutti i territori isontini, passarono alle dipendenze delle autorità del Regno d’Italia.

Il paese, che nel frattempo aveva assunto la denominazione ufficiale di “San Lorenzo di Mossa” per non essere confuso con altri paesi della zona con analogo nome, venne soppresso come istituzione autonoma ed aggregato amministrativamente al Comune di Capriva del Friuli, fino al 1955, quando riacquistò la propria completa autonomia.

Nel 1968 con decreto del Presidente della Repubblica, il nome definitivo del Comune diventava “San Lorenzo Isontino”.

 

Parrocchia di San Lorenzo Isontino

La Parrocchia di “San Lorenzo Martire”


La Chiesa parrocchiale, dove si svolgono tutte le attività liturgiche, nella dimensione attuale, è stata costruita nel 1752, per ampliamento della vecchia chiesetta preesistente, la quale in base a qualche documento storico, risale originariamente al 1504.

L’altare maggiore, con le statute di San Lorenzo e di San Rocco, risale al 1759 ma è stato ultimato nel 1845. Ci sono anche due altari laterali, dedicati uno alla Madonna del Rosario e l’altro a San Antonio da Padova, risalenti al 1768.

La statua della Vergine è opera di Goffredo Moroder e risale al 1924, come la pala che raffigura Sant’Antonio, fatta da Giulio Justulin.

Due statue raffiguranti San Lorenzo e San Rocco, realizzate nel laboratorio di Pierino Basello e Vittorio Balcane nel 1992, sono state installate nelle apposite nicchie della facciata esterna della chiesa.

In occasione dell’ultimo restauro parziale dell’immobile nel 2003, il pittore Giovanni Pacor ha raffigurato sugli spicchi del soffitto a cupola del presbiterio, le immagini dei quattro evangelisti.

 

Il campanile ha una storia che inizia nel 1611 e poi tra tante vicissitudini, demolizioni, innalzamenti, ricostruzioni ed adattamenti, nel 1897 fu ricostruito nelle attuali dimensioni e fattezze. Le tre campane presenti nella cella campanaria, sono denominate San Rocco (la più piccola, tonalità do diesis), San Lorenzo (la mediana, tonalità mi bemolle) e Santissima Maria del Rosario (la maggiore, tonalità fa).


La Parrocchia dispone del fabbricato adibito a Canonica in Via D’Annunzio e dell’area del Ricreatorio in Via Manzoni, oltre al sagrato ed al giardino della chiesa, in Piazza Monte Santo.

Caserma

La Caserma


Per più di trent’anni, il comune ha ospitato sul suo territorio la Caserma del 63° Battaglione di Fanteria d’Arresto “Cagliari”, sciolto nel 1991.

Oggi la caserma, proprietà demaniale, è chiusa, inaccessibile e dismessa da ogni destinazione d’uso.

I Carabinieri


A San Lorenzo Isontino è funzionante la stazione dei Carabinieri, sita in Via D’Annunzio.

Giovanni Clocchiatti

I Sindaci che si sono succeduti alla guida del Comune


Giovanni Clocchiatti dal 1957 al 1975

Gino Orzan

Gino Orzan dal 1975 al 1980

Luigi Zoffi

Luigi Zoffi dal 1980 al 1990

Mauro Turus

Mauro Turus dal 1990 al 1995

Gualtiero Franco

Gualtiero Franco dal 1995 al 2004

Ezio Clocchiatti

Ezio Clocchiatti dal 2004 al 2014

Bruno Razza

Bruno Razza dal 2014

Sant'Eurosia

Sant'Eurosia

Picol dal Dago

Picol dal Dago